MISP corregge falle che attraversano i confini tra organizzazioni
In MISP il problema non è solo l’errore di autorizzazione: una volta dentro, un utente può far finire modifiche e cancellazioni sui record di altre organizzazioni, e per gli amministratori di sito il piano di gestione può arrivare fino a RCE. Qui salta il presupposto più comodo del controllo per ruolo: il sistema ha trattato come affidabili chiavi e percorsi scelti dal client o dall’amministratore, lasciando spostare la fiducia dove non doveva andare.
L’NCSC ha pubblicato un advisory per sei CVE su MISP. Le falle coprono manipolazione di chiavi fornite dal client con sovrascrittura e cambio di scope dei record, session fixation, authorization bypass, cancellazioni improprie di Event Reports e Sharing Groups tra organizzazioni diverse, più due percorsi da admin a code execution tramite log path e configurazioni Kafka; i punteggi CVSS v4 vanno da 7.1 a 9.4.
Per chi gestisce MISP, il punto da verificare è lo stato della patch: non basta considerare separati i privilegi di lettura, modifica e configurazione se il piano di controllo può riscrivere l’oggetto sbagliato o trasformare una scelta amministrativa in esecuzione di codice.