Un repo clonato può aprire la porta alla cloud session

Aprire un repository non dovrebbe esporre i segreti già presenti sulla macchina di sviluppo. Qui, invece, il punto debole è il confine di fiducia: un file del workspace può far partire codice locale prima della verifica del contenuto, e con esso trascinare AWS token e altri segreti attivi nella sessione del developer. Wiz ha trovato il problema in Amazon Q Developer per VS Code: la configurazione MCP nel workspace veniva caricata ed eseguita automaticamente, senza un consenso separato per i server locali che definiva. Amazon ha corretto CVE-2026-12957 in Language Servers for AWS 1.65.0; il bollettino indica anche 1.69.0, perché lì viene chiusa pure CVE-2026-12958. Le estensioni per VS Code, JetBrains, Eclipse e Visual Studio che includono quel runtime erano esposte. Il rischio non resta limitato all’estensione: se il repo è malevolo, il codice gira nel contesto dell’utente e può essere usato per rubare credenziali cloud vive e muoversi con i privilegi già disponibili su quella workstation. Il modello “aprire prima, fidarsi dopo” non regge più quando il workspace diventa eseguibile prima della verifica.

Part of the PlainSec briefing for 2026-06-30

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